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La
Dino Fiat nacque da un accordo tra la Fiat e la Ferrari, nato dall'esigenza
della Casa di Maranello di costruire rapidamente un numero sufficiente
di motori Dino (così chiamati perché derivati da un
progetto del 1956 dello scomparso figlio di Enzo Ferrari, Alfredo,
detto Dino) per ottenere l'omologazione in Formula 2. Così,
accanto alle più costose Dino 206 GT, venne deliberata la
produzione di più abbordabili (anche se sempre costose) versioni
a marchio Fiat. In realtà, la condivisione tecnica tra le
"Dino" della Ferrari e quelle Fiat era limitata al motore
V6. Le Dino 206 GT non venivano commercializzate con il marchio
Ferrari, bensì con il marchio "Dino", senza scritta
Ferrari né sui motori né sui cofani e senza il cavallino
rampante, che venivano riservate alle Ferrari 12 cilindri.
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